L’altra Milano

L’altra Milano
Esiste la Milano che tutti conosciamo: quella perfetta, che funziona, dai mezzi di comunicazione alla sanità, quella della finanza, dei grattacieli di Porta Nuova, della Moda, delle vetrine di via Montenapoleone o via della Spiga, della movida sui Navigli. Milano è questa e molto altro. Qualsiasi cosa vuoi fotografare a Milano la puoi trovare; anche la cosa più incredibile, trovi tutto: come un grande supermarket! E quindi credo possa essere un’ottima palestra per chiunque, dove puoi approfondire temi svariati, difficili da sviluppare in altre città. Una vera metropoli europea, unico esempio sul territorio italiano.

Poi esiste una Milano diversa, nascosta, dimenticata, quella spesso degli ultimi, questa e’ “l’altra Milano” che ho voluto fotografare, che mi ha sempre interessato e affascinato. L’ho fotografata quasi sempre in bicicletta per circa 10 anni dal 2009 al 2019; sempre con discrezione, curioso di vedere e scoprire luoghi ed atmosfere che solo una città come Milano può regalare.

Ricordo che quando partivo con la mia vecchia Leica a telemetro con 2 o al massimo 3 rullini per me significava in quel momento essere il padrone del mondo. Voleva dire uscire dalla quotidianità e sentirsi per qualche ora liberi di fotografare ma soprattutto vedere quello che volevo. Mi ha permesso di mettermi in discussione con me stesso, con le mie paure, le mie incertezze e probabilmente è uscita anzitutto una raccolta autobiografica. Lo strumento fotografico e’ stato “solo” un mezzo di comunicazione, che mi ha aiutato a raccontare stati d’animo interiori a volte difficili da esternare.

Poi quando tornavo a casa alla sera consapevole di aver fatto almeno una foto che mi sarebbe piaciuta (cosa non affatto scontata) ero felice. Felice come un bambino. Questa felicità ed entusiasmo poi si trasferiva qualche giorno dopo quando iniziava la seconda parte del lavoro e cioè prima lo sviluppo del rullino e poi la stampa in camera oscura del negativo. Quindi nelle mie uscite milanesi col tempo si era affinata una ritualità che rendeva ancora più magico questo percorso e si concludeva il tutto tra chimici, carte baritate e luce rossa.